Valcamonica

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CAPO DI PONTE - Pieve di San Siro

CAPO DI PONTE - Chiesa di San Salvatore

CAPO DI PONTE - Chiesa delle Sante Faustina e Liberata

CAPO DI PONTE, Cemmo - Chiesa di San Bartolomeo

CAPO DI PONTE, Cemmo - Chiesa delle Santa Maria e Elisabetta

CAPO DI PONTE - Pieve di San Siro

chiesa di san siroLa Pieve di San Siro è la chiesa più antica della Valcamonica, risalente al periodo tra l’XI e il XII secolo,  ed è posta su uno stretto ripiano a strapiombo sul fiume Oglio, in una posizione dominante la Valle.
Il luogo in cui è stata costruita la chiesa, a causa della sua collocazione dominante sul territorio circostante, era stato certamente luogo di culto pagano.

Nella chiesa sono conservate le reliquie del santo protettore, che in base ad una leggenda vennero donate nel 594 dalla regina Teodolinda, a ricordo del santo che secondo la tradizione portò il cristianesimo in valle Camonica.

esternoE’ quasi certo che nel 700 d.C. esistesse già una costruzione, molto più piccola, di fattura longobarda, di cui restano alcuni frammenti utilizzati per la costruzione dell’edificio successivo, incorporati nei muri dell’attuale chiesa.

L’edificio ha subito alcune trasformazioni durante il XV secolo, quando è stato costruito anche il possente campanile.
La struttura architettonica, realizzata in conci squadrati di pietra locale, presenta la facciata addossata alla parete rocciosa e l’ingresso avviene attraverso un portale d’entrata secondario, posto sul lato meridionale.

portaleIl portale è decorato nella strombatura con motivi vegetali in marmo, proveniente dalle cave locali, mentre la lunetta soprastante propone animali, repertorio classico del Romanico. Le due colonne ai lati hanno alla base le raffigurazioni di un leone e di un agnello, simboli di forza e di misericordia.
Le absidi che concludono l’edificio sono decorate con archetti e lesene e sono poste a ridosso dello strapiombo sottostante.
Il tetto in ardesia non è originale ma ricostruito nel primi decenni del Novecento.

internoL’impianto interno è a tre navate, separate da colonne in marmo di Vezza che terminano con capitelli decorati con tipici soggetti floreali e animali mostruosi, e terminanti in tre absidi affiancate.
La caratteristica unica di questo edificio è la grande e ampia gradinata che si appoggia sulla roccia e alla parete a ovest.
La zona del presbiterio, caratterizzata da monofore, risulta sopraelevata rispetto al resto dell’edificio a causa  della cripta sottostante, alla quale si accede dalla scaletta che si trova in cima alla navata laterale di destra.

La cripta ha una struttura semplice con volte a crociera sostenute da due colonne tozze, probabilmente di età romana, con capitelli corinzi.
La copertura è a capriate in tutte e tre le navate, mentre le absidi delle navate laterali presentano volte a crociera.

affrescoNella navata posta a nord è collocato il grande fonte battesimale monolitico, ricavato da un masso calcareo ottenuto recuperando un grande recipiente per le olive di età romana.
Nel 1580, in conseguenza della visita di Carlo Borromeo, l’interno venne intonacato e imbiancato ed oggi  si conservano solo lacerti di affreschi che decoravano il catino dell’abside centrale.
Sulle navate laterali e nella cripta sono ancora conservati alcuni dipinti del 1400, tra gli altri il “Battesimo nel Giordano”, “Redentore e Santa Giulia”, “Sant’Antonio abate”, una “Maternità” e “Madonna in trono”.
Da ammirare il “Crocifisso” del XIV–XV secolo posto sulla controfacciata.

Addossata alla chiesa c’è una piccola abitazione, forse dimora di un eremita, denominata “Cà del Rumit”, dalla quale si può accedere al campanile.
I restauri effettuati negli ultimi decenni del Novecento hanno portato l’eliminazione della volta settecentesca e il rifacimento del soffitto a capriate di legno.
Sono stati poi restaurati anche il portale, la pavimentazione e riportati alla luce i resti degli affreschi.

Fotografie tratte da: http://digilander.libero.it/archeocamuni/Pages/6-MiaVallePreziosa/6_1_ssiro.htm.

 

 

CAPO DI PONTE - Chiesa di San Salvatore

chiesa di san salvatoreIl monastero di S. Salvatore, del secolo XI-XII, è un gioiello del romanico borgognone in Italia e sorge sulle pendici di un monte, dalla parte sinistra del fiume Oglio, in un luogo considerato sacro fin dall’antichità.

La facciata della chiesa è rivolta ad ovest e guarda verso la Pieve di San Siro, altro edificio romanico di grande interesse.
esterno
Il portale si presenta a triplice strombatura e la facciata risulta percorsa da motivi ornamentali floreali.

L’interno, con pianta a croce latina, ha tre navate, divise da robusti pilastri ornati da capitelli scolpiti con diverse decorazioni.

Le navate si concludono in altrettante absidi, di cui quella centrale più grande rispetto alle due laterali,  impostate sulla roccia e caratterizzate da monofore, archetti e decorazioni in pietra
interno
La chiesa è inoltre caratterizzata da un transetto con pilastri su cui si imposta un tiburio ottogonale con bifore, che domina esternamente sulla struttura dell’edificio.

La copertura originaria è rimasta solo nelle navate laterali che hanno volte a crociera.

capitelloL’apparato decorativo è molto ricco: si possono ancora ammirare le sculture del portale e dei capitelli interni mentre le decorazioni pittoriche purtroppo sono andate perdute.

Il monastero è di proprietà privata a partire dalla fine del ‘700.

Fotografie tratte da: http://digilander.libero.it/archeocamuni/Pages/6-MiaVallePreziosa/6_2_ssalv.htm.

 

 

CAPO DI PONTE - Chiesa delle Sante Faustina e Liberata

La Chiesa delle Sante Faustina e Liberata a Capo di Ponte venne edificata nel 1600, ma conserva le sue origini romaniche in una porzione di abside in cui si possono notare degli affreschi.

In una costruzione adiacente alla chiesa si trova poi un grosso masso su cui sono incise delle impronte, che secondo la tradizione venne fermato, durante una frana, dalle sante Faustina e Liberata, che salvarono il villaggio dall’ulteriore distruzione che il masso avrebbe portato.

L’interno è caratterizzato da un’unica navata coperta da volta a botte.

Dal punto di vista decorativo la chiesa conserva due grandi pale del 1600 attribuite a Lorenzo Marbello, poste nelle cappelle laterali dedicate a San Carlo Borromeo e ai santi Giacomo e Filippo.
Un’altra pala, raffigurante l’ascensione, si trova sopra l’altare maggiore, su cui si può ammirare anche un paliotto in cuoio con la raffigurazione delle due Sante Faustina e Liberata..

 

 

CAPO DI PONTE, Cemmo - Chiesa di San Bartolomeo

La chiesa di San Bartolomeo, dedicata all’apostolo martirizzato in Armenia, risale al 1100 e conserva delle sue origini romaniche solo la piccola abside romanica, ora nascosta dalle costruzioni circostanti.

La parete nord della chiesa è addossata ad una parete che doveva appartenere alla muratura di difesa del borgo di Cemmo.
La chiesa ha tetto a capanna ed un’abside semicircolare rivolta ad oriente.
Quasi completamente distrutto da un incendio nel XV secolo l’edificio fu ricostruito rispettando l’antico impianto.

Internamente si notano alcuni lacerti di affreschi del 1400.
Tra questi ne venne strappato uno, ora conservato nella parrocchiale di Cemmo, che probabilmente venne seguito dalla scuola di Pietro Giovanni da Cemmo..

 

 

CAPO DI PONTE, Cemmo
Chiesa delle Santa Maria e Elisabetta

La chiesa delle Sante Maria ed Elisabetta, costruita originariamente nella prima metà del XII secolo, era inizialmente dedicata ai Santi Faustino e Giovita ed aveva l’abside ad est e la facciata a strapiombo sul torrente Clegna.

Ora l’edificio si possono notare chiaramente la parte originale e quella aggiunta o modificata durante il XVII secolo.
La nuova conformazione della chiesa si presenta infatti come l’assemblamento di elementi di epoche diverse, che hanno conferito all’edificio una singolare forma ad aule contrapposte, delle quali originaria è quella occidentale, ripartita in due campate con volte a crociera.
In questa zona si possono notare una monofora e degli affreschi trecenteschi, unici elementi visibili al di sotto dell’intonaco.
Romanici sono il campanile, i muri perimetrali ed un portico, elementi che rimandano alla struttura originaria del XII secolo.

Nel corso del XVI secolo i muri furono decorati con affreschi di notevole fattura e vennero compiute sostanziali modifiche alla costruzione, infatti venne distrutta l’abside, eretto il campanile e innalzata una nuova facciata sul lato est, direttamente sul sagrato, come testimoniano il portale e il rosone oggi tamponati.
Il pronao venne aggiunto verso la metà del Seicento.

L’altare della nuova chiesa fu consacrato alla Visitazione di Maria e a lato una pala raffigura la scena, a lato di questa furono poste due tele con i Santi Faustino e Giovita, del pittore camuno Gian Giacomo Gaioni detto “il Bate”..


 
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